Relazioni di coppia

Laura non c’è: la sindrome dell’ex

L’altro giorno ero al computer e ho avuto, all’improvviso, un ricordo della mia infanzia: io sul divano a guardare Sanremo. Performance di Nek: ‘Laura non c’è’. Anno 1997. Ve la ricordate? Non vinse il Festival ma divenne il classico tormentone post Sanremo. Sulla scia del ricordo entro nel fidato Youtube e la ascolto come se fosse la prima volta. E rimango profondamente colpito dal testo. Prima di andare avanti, voglio dare questa possibilità anche a voi:

https://www.youtube.com/watch?v=zs5G5qPudzo

Quali sono i vostri versi preferiti?

A me sono rimasti dentro questi: “lei si muove dentro un altro abbraccio/ su di un corpo che non è piu’ il mio/ ed io così non ce la faccio”. Difficile esprimere quest’emozione in modo piu’ immediato e graffiante. Il testo esprime un paradosso: Laura non c’è…ma c’è! Come deve ammettere Nek in chiusura di canzone.

Potremmo chiamare questa condizione la sindrome dell’ex (il copyright della definizione è mio, nel DSM ancora non compare!). Lungo tutto l’articolo userò l’esempio al maschile per comodità, visto che concorda con la canzone. E’ passato tempo da quando ci si è lasciati, spesso anche anni, si è cominciata una relazione con un’altra ragazza eppure…“io sto da schifo e credi non lo vorrei/ stare con te e pensare a lei”. Ecco il dilemma che vive il protagonista: sta vicino fisicamente alla nuova partner, ha dei rapporti intimi con lei (“se vuoi ci amiamo adesso”), ma emotivamente è come se stesse ancora con la sua ex. Laura infatti “fa male e non lo sa/ che non mi è mai passata”).

Lasciato

A tutti noi è capitato di vivere una situazione del genere o di conoscere qualcuno che l’ha vissuta, o che magari la sta vivendo proprio ora. Ricordo ad esempio un amico conosciuto anni fa a Bologna: si era lasciato da 10 anni (10!!!) con una ragazza, eppure da quel momento non era piu’ stato capace di innamorarsi di una donna. E aveva 35 anni! E la ferita era così viva dentro di lui che non riusciva neanche a parlarne. “Mi fa troppo male”, mi diceva. Oppure, piu’di una volta mi è capitato di interessarmi a ragazze e poi scoprire che “non mi sento pronta a conoscerti, sono ancora innamorata del mio ex”. A volte si erano lasciate da pochi mesi, magari dopo storie lunghe, e la cosa era comprensibile. Ma altre volte erano passati due, tre anni, anche piu’ del tempo della loro relazione con l’ex, e “stavano ancora sotto” per lui!

La maggiore criticità, a mio parere, è che la persona innamorata ha davanti a sé un ricordo, un’immagine, un’idea. Non una persona reale. Se stai per anni accanto ad una persona reale, la de-idealizzi. Garantito al 100%. Invece questo legame rimane a livello ideale, e nella sua mente la persona può suonarsela e cantarsela come vuole. Può trattenere solo i ricordi positivi, dimenticare o sminuire i ricordi negativi. E continuare a illudersi che “se solo io mi fossi comportato diversamente, non l’avrei persa”.

Idealizzazione

Dagli studi psicologici, noi sappiamo che il tipo di legame col nostro partner spesso è analogo al tipo di legame con la nostra figura di attaccamento di sesso opposto quando eravamo bambini (dunque la madre per uomini come me e il protagonista, il padre per donne come la Laura che non c’è). Si tratta di una dinamica profonda e soprattutto di una dinamica non consapevole.

Perciò, quando una persona cade nella sindrome dell’ex e ci sguazza dentro per un po’ di tempo, avrebbe estremamente bisogno del supporto di uno psicologo. Lo psicologo potrebbe aiutarla a capire in che modo questo suo non lasciar ‘passare’ l’ex possa essere legato alla sua storia personale. Continuiamo con l’esempio al maschile come abbiamo fatto per tutto l’articolo.

Può darsi che il nostro uomo abbia avuto una relazione fredda con la madre, e che si sia convinto di non essere degno di una relazione piena di calore, e va così cercando inconsciamente una persona che lo rifiuti o lo lasci in modo da confermarsi che la madre aveva ragione ad essere fredda con lui. Può darsi che la madre sia stata calorosa con lui ma alla nascita di un fratello o di una sorella piu’ piccoli la sua attenzione si sia spostata piu’ verso di loro, e così lui tenda a rivivere questa dinamica legandosi ad una persona che, dopo un certo tempo, si interessa a qualcun altro e lo molla. Nel suo inconscio crede che, se riuscirà a riconquistare l’ex, potrà finalmente riscattare quella ‘ingiustizia originaria’ ricevuta dalla madre. Per ultima vi lascio l’ipotesi piu’ paradossale: che avesse un legame molto profondo e invischiato con la madre, e che si sia scelto una partner impossibile da trattenere per evitare di ‘tradire’ la madre attraverso la relazione stabile con un’altra donna (anche qui l’idea che avere una relazione significhi tradire la madre è totalmente inconscia).

Queste sono solo alcune possibilità, ogni caso è diverso perché ogni persona è unica. Ho voluto regalarvi alcune ipotesi per darvi l’idea di quali potrebbero essere alcuni significati della sindrome dell’ex. Questo è il profondo percorso interiore, a volte doloroso ma alla fine sempre liberante, a cui lo psicologo può condurre.

Arcobaleno

Un messaggio a tutti voi attuali Nek: Laura non c’è…ma lo psicologo c’è. Non meritate di restare ingabbiati nel passato!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...