Relazioni di coppia

Un incontro (im)possibile: i litigi e i 4 cavalieri dell’Apocalisse

Nel ciclo di articoli sulle relazioni di coppia secondo John Gray abbiamo visto da vicino molte differenze psicologiche tra uomo e donna. Queste differenze, se non vengono comprese e gestite con consapevolezza, conducono al litigio con la stessa facilità con cui un oggetto scivola su un piano inclinato. In questo nuovo articolo, voglio affrontare proprio il tema dei litigi all’interno di una relazione di coppia.

Entro una certa misura, i litigi sono una parte naturale e quindi indispensabile della vita di coppia; indicano che c’è comunicazione, che c’è espressione dei propri punti di vista. Ma tutti noi sappiamo che, molto facilmente, i litigi tendono a superare questo loro spazio fisiologico e a prendersi una parte sempre più grande della comunicazione: in diversi casi si arriva al paradosso che il tempo trascorso a litigare è maggiore del tempo passato a comunicare normalmente! (E a quel punto viene da chiedersi: cosa rimaniamo insieme a fare?) E’ importante quindi che valutiamo con sincerità se i nostri litigi con il partner sono normali o se sono diventati spie di qualcosa che va cambiato nella relazione.

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Secondo Gray, ci sono due modi di essere ‘in guerra’ con il proprio partner. Il primo modo è quello di una guerra aperta, in cui si litiga attraverso le parole. Il secondo modo è quello di una guerra fredda, in cui ciascun partner si isola in un silenzio ostile. Si tratta di due facce della stessa medaglia: in entrambi i casi, i problemi non vengono affrontati in modo costruttivo e rimangono irrisolti.

Ci sono quattro atteggiamenti che le persone adottano quando litigano. Questi atteggiamenti sono come i quattro cavalieri dell’Apocalisse (paragone mio) che distruggono la relazione su cui si abbattono. Il primo atteggiamento viene definito da Gray come lotta e segue il motto per cui ‘la miglior difesa è l’attacco’. Chi lo mette in pratica giudica e rimprovera il partner e tenta di intimidirlo, ma anche se riesce nel suo scopo quello che ottiene veramente è un indebolimento della fiducia da parte del partner. Un secondo atteggiamento è la fuga, per cui la persona evita il confronto e si rifugia nel silenzio, nella solitudine: è l’atteggiamento tipico della modalità di guerra fredda che abbiamo visto sopra. Il terzo atteggiamento è la simulazione: la persona finge che non ci sia alcun disaccordo, si mostra sorridente e conciliante, ma dentro di sé coltiva inevitabilmente il risentimento per non aver espresso i propri bisogni. Il quarto ed ultimo atteggiamento è quello che Gray chiama ‘la ritirata’ e che io ribattezzerei come autocolpevolizzazione: la persona si assume tutta la colpa per la situazione problematica con il partner. Sul momento questo atteggiamento può mettere a tacere i dissapori, ma l’auto-colpevole non potrà sopportare a lungo questo peso senza avere un crollo emotivo e di autostima.

Come possiamo evitare i litigi non costruttivi?

Secondo Gray dobbiamo considerare una verità fondamentale: “gli uomini e le donne litigano per denaro, sesso, decisioni da prendere, educazione dei figli e responsabilità familiari. Tuttavia, le discussioni si trasformano in litigi dolorosi per un solo motivo…non ci sentiamo amati”. Quando si litiga, spesso ci si sente non amati dal partner – e le frecciatine che vengono lanciate in questi momenti apparentemente confermano questa impressione. Può essere molto utile quindi fare questo: nel momento in cui comincia una discussione molto sentita, esprimere al partner il proprio disaccordo e allo stesso tempo ricordargli che lo amiamo, che siamo felici di stare con lui/lei. Dirlo apertamente può essere un veloce antidoto al veleno del sospetto di non essere amato.

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La reazione poi spetterà al partner ed alla sua libera decisione. Comunicare bene non può garantire al 100% una risposta positiva da parte dell’altra persona. Quello che è certo è che, comunicando in questo modo, aumenterete le probabilità di trasformare un possibile scontro in una discussione costruttiva. Sperimentare la risposta del partner potrà essere anche un modo per valutare se c’è volontà da parte di entrambi di superare i conflitti e se entrambi nella relazione stiamo viaggiando sulla stessa lunghezza d’onda. Una prova impegnativa ma indispensabile per una relazione che vuole durare nel tempo.

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