Genitori e figli, Psicologia dello sviluppo

Come favorire l’autostima in tuo figlio parte 1: Base sicura ed esplorazione

Mi sono sentito rivolgere da diversi genitori la domanda: Come posso aiutare mio figlio/mia figlia a crescere con autostima?

I genitori moderni sono in generale più consapevoli della ricaduta psicologica che i loro comportamenti possono avere sui figli. Tuttavia, molti genitori esprimono il desiderio di favorire l’autostima dei figli senza avere in mente il ‘come’. Ho scelto di scrivere un ciclo di articolo (questo è il primo) proprio per dare delle risposte a questi genitori.

Partiamo da due principi fondamentali, scoperti da Bowlby e formulati nella sua teoria dell’attaccamento (“Attaccamento e perdita”, opera in 3 volumi, 1969-1980). Ogni cucciolo d’uomo per crescere in modo sano ha bisogno di una bisogno di una “base sicura” e di “esplorazione”. La base sicura è il genitore (o chi ne fa le veci) con cui ha il legame di attaccamento, e per essere sicura deve essere in grado di fornire al bambino protezione e sostegno nei momenti di pericolo e difficoltà. Allo stesso tempo, il bambino ha bisogno di cominciare ad esplorare l’ambiente, in maniera direttamente proporzionale al suo crescere d’età: tuttavia per sentirsi libero di esplorare il bambino deve prima sentirsi sicuro (la base sicura).

Tradotto in pratica: genitori iperprotettivi e molto ansiosi non fanno abbastanza da base sicura al proprio bambino, che si sentirà poi insicuro anche nell’esplorare l’ambiente e nella crescita – e tutto ciò andrà ovviamente a scapito della sua autostima. Allo stesso modo, genitori che lasciano trascorrere al bambino molto tempo per conto suo perchè “tanto sta buono” o che sono poco calorosi emotivamente quando lui è triste e spaventato non fanno da base sicura perchè sono troppo poco presenti – probabilmente il bambino imparerà a contare solo su se stesso e rischierà di diventare un adulto solitario e diffidente.

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E’ necessario che i genitori imparino, attraverso la pratica, a oscillare in modo armonioso tra l’offrire sostegno e il lasciare libertà. Questo implica che loro stessi, a livello interiore, si sostengano nei momenti in cui fare i genitori è difficile e si lascino liberi di sperimentare nuove scelte educative – e anche di sbagliare, visto che a quanto ne sappiamo sul genere umano di genitori perfetti non ne esistono.

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