Attaccamento, Relazioni di coppia

Amore ed evoluzione: stili di attaccamento, stili di amore

Nell’articolo di oggi vedremo i vari stili di attaccamento e il modo in cui a ogni tipo di attaccamento corrisponde probabilmente un diverso modo di amare in età adulta. Uso la parola ‘probabilmente’ in quanto gli esseri umani sono comunque liberi e hanno in se stessi la capacità di decidere, piuttosto che di essere decisi dalla natura.

Con attaccamento intendiamo quel legame che si sviluppa tra la madre (o la figura che ne svolge il ruolo) e il bambino; il punto centrale di questa relazione è che il bambino, quando sperimenta paura o sofferenza, ricerca specificamente la figura della madre. Gli studiosi hanno individuato 4 tipi di attaccamento: sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ambivalente e disorganizzato. Noi ci concentreremo sui primi tre in quanto sono i più diffusi.

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L’attaccamento sicuro si forma quando la madre risponde al bambino spaventato offrendogli conforto, contatto fisico, vicinanza emotiva. Il bambino cresce nella sicurezza che la madre comprenderà le sue necessità emotive (attenzione, qui non stiamo parlando delle semplici necessità fisiche, che si suppone siano soddisfatte da quasi ogni madre). Il bambino sviluppa un’immagine di sè positiva (“io merito di essere amato e di ricevere attenzioni”) e un’immagine positiva anche dell’altro (“l’altro è sensibile verso i miei bisogni, mi posso fidare”). Quando diventa adulto e vive una relazione d’amore, è probabile che nei momenti di difficoltà chieda sostegno e si abbandoni al partner con fiducia; così come è probabile si renda a sua volta disponibile nei momenti di difficoltà emotiva del partner. Questo non significa che non sperimenti dei fallimenti nelle relazioni sentimentali o che troverà sicuramente ‘l’amore della sua vita’; significa che vive le relazioni sentimentali con una sicurezza di sottofondo. Secondo gli studi circa il 43% degli italiani ha sperimentato nell’infanzia un attaccamento sicuro.

Abbiamo poi l’attaccamento insicuro-evitante. Nei momenti di difficoltà emotiva il bambino fa esperienza di una madre che offre poco contatto fisico, che si lascia andare poco alle emozioni e a dimostrazioni affettuose: tende in una parola ad ‘evitare’ la vicinanza psicologica. Questo non significa che sia una madre cattiva o negligente. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne che tentano di fare le madri al meglio delle proprie possibilità; tuttavia non si sentono a loro agio con la propria parte emotiva e con le espressioni fisiche di affetto, e al bambino questo messaggio arriva. Come risponde il bambino? Con la sua spiccata sensibilità infantile, intuisce che la madre si sente a disagio quando lui le richiede supporto e comincia così a reprimere in se stesso i bisogni emotivi. Nelle difficoltà tenta di farcela da solo. Potrebbe diventare il classico bambino modello, additato come esempio dalle maestre e dai genitori perchè non causa mai un problema: in realtà sarebbe un bambino adultizzato, cresciuto troppo in fretta a spese delle sue emozioni.

Quando diventa veramente adulto, è probabile che a livello inconscio abbia paura di essere rifiutato se esprime le sue emozioni e le sue necessità. Tende così a essere particolarmente autonomo anche nella sua relazione sentimentale, a evitare di dire quando si sente turbato o quando è infastidito da un atteggiamento del partner; allo stesso modo potrebbe entrare in difficoltà quando il partner vive un momento di sofferenza e si attende la sua vicinanza emotiva (come la madre evitava la sua sofferenza, così lui tende a evitare la sofferenza del partner). Facilmente può incorrere nelle accuse di essere troppo freddo, concentrato su se stesso, chiuso; accuse che lo rinforzano nel suo timore di essere rifiutato dagli altri e nella sua decisione di evitare. Secondo gli studi circa il 40% degli italiani ha vissuto un attaccamento insicuro-evitante.

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Abbiamo poi l’attaccamento insicuro-ambivalente, l’ultimo tra quelli che analizzeremo. L’ambivalenza è data dal fatto che, quando il bambino si mostra spaventato o turbato da qualcosa, a volte la madre reagisce con tempestività e con cura emotiva, altre volte invece reagisce con distacco o si mostra proprio indifferente e quindi non reagisce affatto. Il bambino cresce quindi senza poter prevedere quale sarà la reazione della madre ai suoi momenti di difficoltà. Di nuovo, non bisogna pensare che queste madri siano persone orribili: può darsi ad esempio che abbiano energie ridotte perchè vivono una relazione coniugale molto conflittuale, oppure che abbiano un disagio psicologico importante per cui il loro umore oscilla fortemente e in base a queste oscillazioni cambi radicalmente il loro comportamento verso il bambino.

Quando il bambino con attaccamento insicuro-ambivalente diventa adulto, è probabile che non si veda come una persona che ha valore e che abbia una grande paura di essere abbandonato dal proprio partner; in fondo la madre faceva proprio così con lui quando diveniva improvvisamente distaccata o assente. Per scongiurare il temuto abbandono, tende a farsi eccessivamente carico della relazione e può mostrare comportamenti che indicano dipendenza affettiva. Prova inoltre in modalità molto intense i vissuti dell’ansia e della gelosia. Secondo gli studi circa il 14% degli italiani ha avuto un attaccamento insicuro-ambivalente.

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