Narcisismo, Relazioni di coppia

Le 5 pretese del narcisista

Abbiamo già parlato in diverse occasioni del narcisista: abbiamo fatto uno zoom sulle sue caratteristiche, abbiamo scoperto quali sono le sue vittime preferite e abbiamo esaminato alcune strategie per difendersi da lui. In questo nuovo articolo desidero andare più in profondità dentro la figura del narcisista e mostrare quali sono le 5 pretese che porta con sè in qualunque relazione si intrattenga.

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1) “Devi essere leale con me”. Il concetto di lealtà per il narcisista ha due caratteristiche diverse rispetto al resto del mondo: in primo luogo è unidirezionale, ossia è il suo interlocutore a dover essere leale con lui, mentre lui è dispensato da quest’obbligo verso l’altro; in secondo luogo non è una lealtà ragionevole, come quella che nutriamo verso una persona di cui possiamo fidarci, ma si tratta piuttosto di cieca sottomissione. Essere leali significa fare quello che il narcisista chiede di fare, anche quando la sua richiesta è irragionevole e fare in un altro modo sarebbe una scelta chiaramente migliore.

2) “Non è mai colpa mia”. Abbiamo già visto che il narcisista ha un’immagine grandiosa di se stesso, un’immagine che tende a identificarsi con la perfezione e ad allontanare il concetto di errore. Quando una persona mette il narcisista di fronte al suo errore, lui non può ammetterlo e cerca quindi di sminuirlo o di attribuirne la responsabilità a fattori esterni o ad altre persone: se l’errore riguarda la relazione con l’interlocutore, è molto probabile che se ne esca con l’affermazione “Se qui c’è qualcuno che ha dei problemi, sei tu!”.

3) “Non parlare a nessuno dei nostri problemi”. Questo vale soprattutto nelle relazioni sentimentali. Spesso il narcisista e la sua partner hanno dei litigi per via della personalità impossibile del narcisista: tuttavia il narcisista non vuole che persone esterne siano messe a conoscenza dei litigi e dei problemi di coppia, in quanto ciò intaccherebbe l’immagine impeccabile che loro vogliono dare all’esterno. Quindi il narcisista cerca sistematicamente di isolare affettivamente la sua partner spingendola a soffocare dentro di sè i problemi di coppia.

4) “Io non devo soffrire”. Ci troviamo di nuovo di fronte ad una regola unidirezionale, che vale per l’altra persona ma non per il narcisista: lui, infatti, non ha problemi ad infliggere sofferenze alle altre persone, sia perchè spesso non se ne accorge sia perchè, anche quando ne è consapevole, per lui la sofferenza degli altri non ha una grande importanza. Quando però è lui a sentirsi infelice, spesso per ragioni futili, la sua pretesa è di divenire il centro dell’attenzione dell’altra persona. In questo il narcisista mostra la sua somiglianza a un bambino viziato e le sue proteste possono essere paragonate ai capricci infantili.

5) “Le regole non valgono per me”. Potremmo dire che per il narcisista vale una sola regola: che lui è al di sopra delle regole. Le regole valgono per gli altri, e può considerarle un valore in linea teorica, spesso per fare bella figura con l’interlocutore: quando però rispettare una regola implica fare un sacrificio e rinunciare ad una gratificazione, ecco che il narcisista è pronto a ritrattare l’importanza della regola o a trovarvi diabolicamente un’eccezione che si applica proprio al suo caso.

Rispetto alle pretese del narcisista, perderà tempo e soprattutto tante e energie emotive chi cercherà di convincerlo che esse sono irrealizzabili e che occorre mettersi sullo stesso piano delle altre persone. La sola posizione funzionale è agire secondo la propria coscienza e lasciare che il narcisista cuocia nel suo stesso brodo.

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3 Strategie per resistere ai narcisisti

In un precedente articolo abbiamo già visto le caratteristiche del narcisista: si crede superiore agli altri, vuole sempre ricevere la loro ammirazione, è incapace di empatia, manipola le persone come pedine su una scacchiera per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato. Tuttavia all’inizio di una conoscenza è bravo a nascondere i suoi tratti negativi e ad apparire come una persona indipendente, ambiziosa, creativa, carismatica. Quando comincia a manifestare il proprio lato oscuro e patologico, l’altra persona spesso si è già fatta prendere nella rete del suo fascino…ed uscirne sarà difficile.

Cosa fare quando ci si rende conto di essere di fronte ad una persona (collega di lavoro, familiare, amico, partner) narcisista? Come resistere alle sue sirene?

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Ecco tre strategie proposte dallo psicoterapeuta Les Carter (“Difendersi dai narcisisti”, Tea Pratica, 2018): esaminare la propria rabbia, rimuovere il fattore paura e nutrire fiducia interiore/autonomia.

Col suo modo di fare arrogante, è inevitabile che vi sentiate arrabbiati nei confronti della persona narcisista. Ecco perchè la prima strategia prevede di esaminare la rabbia. Anche se avete ragioni per essere arrabbiati, abbandonarvi agli scoppi di collera non è una soluzione: vedendovi perdere il controllo, la persona narcisista crederà di essere lei ad avere il controllo su di voi. E in effetti sarebbe così. Allo stesso modo comportarsi in modo passivo e reprimere la rabbia sarebbe ai suoi occhi un messaggio del tipo: ‘puoi continuare a comportarti come stai facendo ora’, un silenzio-assenso da parte vostra. La strada suggerita da Les Carter è quindi di esprimere assertivamente (non aggressivamente) la vostra giustificata rabbia. Parlare con fermezza, mantenere la vostra posizione anche di fronte agli attacchi, dire sì o no in modo chiaro, esprimere la vostra opinione senza cadere nella polemica. Anche se è probabile che il narcisista continuerà a comportarsi nel suo modo irresponsabile, voi avrete raggiunto un obiettivo importante: essere leali con voi stessi e con le vostre idee, riconoscervi il vostro potere personale anzichè delegarlo alla persona narcisista.

La seconda strategia consiste nel rimuovere il fattore paura. Spesso, dietro alla rabbia che abbiamo visto prima, si cela un sentimento più profondo che è la paura. Con paura non intendo soltanto lo stare in ansia, ma in generale il mantenersi sulla difensiva. Forme concrete attraverso cui ci si mette sulla difensiva sono: giustificare continuamente le proprie decisioni, fingere assenso quando si è in disaccordo, evitare la persona narcisista, parlarne male con altri piuttosto che affrontare con lei il problema. Spesso le persone ‘impaurite’ hanno avuto dei genitori che erano poco attenti ai loro bisogni emotivi di bambini, e queste persone sono così cresciute comportandosi allo stesso modo dei propri genitori: trascurando le proprie necessità e i propri diritti. Hanno quindi paura di affermare se stessi.  Per superare la paura è necessario pensare che le percezioni distorte che il narcisista vi attribuisce sono soltanto un suo problema; perciò potete anche smettere di giustificare le vostre scelte, è sufficiente che sappiate voi i validi motivi per cui le avete prese. E, soprattutto, non fermatevi alle parole ma agite in direzione del cambiamento. Tradotto in altre parole: non basta che sappiate cosa rispondere al narcisista, occorre soprattutto che agiate poi con fermezza e in modo coerente a quello che si è detto. Molti tentativi di emanciparsi dalla persona narcisista naufragano proprio su questo punto. Non diventate naufraghi anche voi.

La terza strategia consiste nel nutrire la fiducia in se stessi e nello sviluppare la propria autonomia. La persona narcisista ed il partner hanno solitamente una caratteristica in comune tra loro. Quale? Entrambi lasciano che il loro umore e la loro immagine di sè dipendano da come gli altri reagiscono a loro (da quanta ammirazione riceve il narcisista, da quanta vicinanza ottiene il dipendente). In entrambi i casi comunque da fattori esterni. Ve ne potete accorgere se: l’opinione degli altri influenza molto le vostre decisioni, quando l’altra persona è in disaccordo con voi vi date molto da fare per difendere la vostra spiegazione, quando l’altra persona è di cattivo umore tendete a sentirvi di cattivo umore anche voi, quando siete criticati vi mettete sulla difensiva. Si tratta di scoprire che dentro voi stessi avete più sicurezza e capacità di quelle che nel momento del litigio (col narcisista) pensate di avere. La qualità della vostra vita non dipende dalla persona narcisista, dipende da voi. Per sviluppare la necessaria fiducia, vi sarà utilissimo mettervi di fronte ad un foglio di carta e porvi domande come : Chi sono io? Quali sono i miei valori? E i miei punti di forza? Cosa mi piace? Cosa voglio? Prendetevi un quarto d’ora per pensarci e mettete nero su bianco quello che emerge dentro di voi, scrivete tutti quei comportamenti che non volete più assumere nella relazione con la persona narcisista e con quali nuovi comportamenti intendete sostituirli.

La Libertà che Guida il Popolo, un dipinto simbolo della Repubblica Francese

Ricordate che non è una vostra colpa se la relazione con la persona narcisista è difficile: è la persona narcisista ad avere dei tratti disturbati. Perciò potete fidarvi delle vostre intuizioni e di quello che sentite come più giusto per voi. Non dimenticandovi che il modo in cui rispondete alla persona narcisista, questa sì, è una responsabilità tutta vostra.

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Le vittime dei narcisisti

Dopo aver parlato dei narcisisti, passo a tracciare l’identikit delle loro vittime, ossia delle persone che cominciano una relazione sentimentale con loro.

Faccio una premessa di importanza fondamentale: utilizzo il termine ‘vittime’ per sottolineare gli esplosivi effetti psicologici della relazione con un narcisista. Non intendo che i partner del narcisista siano vittime di un destino ostile o della sfortuna: come mostrerà questo articolo, sono loro stessi a scegliere inconsciamente il narcisista perché si combina con le loro caratteristiche psicologiche. Una combinazione che è ovviamente disfuzionale e il cui risultato è la sofferenza.

Entriamo nel vivo del discorso: quali sono le vittime del narcisista?

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Anche se può sembrare sorprendente, a volte la vittima del narcisista è…un’altra persona narcisista! Può sembrare paradossale ma, avendo entrambe la percezione di essere di un livello superiore ai comuni mortali, le due persone narcisiste possono pensare di aver trovato un altro essere altrettanto raro e speciale. Superata la luna di miele iniziale, come potete immaginare, diverrà una guerra senza esclusione di colpi tra due giocatori che vogliono dimostrare di essere il n.1 della squadra.

Frequentemente il partner di una persona narcisista presenta diverse caratteristiche del co-dipendente. La persona co-dipendente, come ha illustrato Cermak nel suo libro del 1986 ‘Diagnosing and Treating. Codependence” (sfortunatamente non tradotto in lingua italiana), è una persona con bassa autostima, che si assume le responsabilità dell’altra persona al suo posto, trascurando così i propri bisogni e le proprie emozioni, inclusi i propri segnali di sofferenza nella relazione. Questo spiega perché sia capace di rimanere legata così lungamente ad una persona narcisista con cui la vita somiglia molto più ad un incubo che a un bel sogno.

L’autostima della persona co-dipendente è legata all’idea di ‘guarire’ o ‘salvare’ il partner: nel linguaggio di tutti i giorni noi la definiremmo una crocerossina. La sua autostima dipende dall’altra persona. Perciò è predisposta a stabilire relazioni non solo con persone narcisiste ma più in generale con persone affette da disturbi di personalità, da dipendenze e da altri disturbi psicologici. L’origine di questo atteggiamento si trova spesso in un’infanzia in cui la persona co-dipendente ha subito abusi psicologici e/o fisici e si potrebbe interpretare il suo tentativo di guarire l’altro come una forma per curare se stessa ed il proprio passato traumatico. Il sacrificio ed il soffrire per l’altro sono visti come una forma elevata di amore – mentre in questa situazione si tratta piuttosto di una forma di amore patologica.

Queste sono le principali caratteristiche della persona co-dipendente che spesso si lega ad un partner narcisista. Non significa che chi sta o è stato con un partner narcisista sia automaticamente un co-dipendente: è probabile però che abbia alcune delle caratteristiche sopra citate.

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Se ci pensate, il narcisista è una persona che dipende dall’altro: ha bisogno della sua ammirazione. Il maggior motivo di sofferenza per il narcisista non risiede infatti nei ciclopici guai che contribuisce a creare nelle vite delle altre persone; ma piuttosto nel fatto che spesso non si sente riconosciuto per il suo valore (o meglio per il valore grandioso che crede di avere). Alla luce di questo, ha molto senso che il narcisista tenda a legarsi con persone che hanno in forma più o meno forte una dipendenza dall’altro: il narcisista ed il suo partner dipendono – seppur per ragioni differenti – l’uno dall’altro. Ciascuno crede che attraverso quel rapporto soddisferà il suo bisogno fondamentale. Così che lasciarsi, anche se la relazione è un calvario emotivo, viene visto come una caduta nel nulla.

Per questo la vittima del narcisista ha spesso bisogno del sostegno di uno psicologo per non rovinare in questa caduta.

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Il mito di Narciso, la realtà del narcisista

Uno dei termini psicologici più cercati su internet è ‘narcisista’. E questa ricerca è in costante aumento, segno che sempre più persone sentono di entrare in contatto con una persona narcisista nella propria vita quotidiana – è altamente improbabile infatti che un narcisista si renda conto di esserlo e si metta a cercare il proprio profilo psicologico su internet. Ma cosa significa esattamente narcisista?

La parola trae origine dal mito greco di Narciso, rappresentato anche da molti pittori tra cui il mio prediletto Caravaggio. Figlio di un dio e di una ninfa, Narciso è un cacciatore di straordinaria bellezza che però respinge chiunque si innamori di lui in malo modo; in particolare la ninfa Eco, ferita dal rifiuto al punto da trascorrere il resto della sua vita in valli solitarie, gemendo per il suo amore non ricambiato, finché di lei…rimase solo la voce – l’eco, appunto. Gli dèi decidono così di punire Narciso per la sua crudeltà; lo fanno innamorare della sua immagine che contempla riflessa su uno specchio d’acqua, lui in un raptus di passione si china per baciarla e affoga.

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Il termine narcisista è divenuto celebre in ambito psicologico dopo che lo utilizzarono Otto Rank (1911) e, chi se non lui, Sigmund Freud (1914). Nella psicologia attuale, con narcisista si intende un disturbo di personalità, ossia tutta la struttura interiore della persona si fonda su questo super-amore patologico verso se stessa. Questo disturbo è molto più diffuso negli uomini. La persona narcisista ha idee grandiose su di sé (per cui ritiene di meritare un trattamento speciale), desiderio di successo illimitato (per cui si sente sempre non sufficientemente apprezzata dagli altri) e di ammirazione incondizionata da parte degli altri, senso di vuoto, e poi le caratteristiche che più colpiscono chi ci entra in relazione: non riconosce i sentimenti e i bisogni degli altri (mancanza di empatia) e tende costantemente a manipolare le persone.

In quanto psicologo ho il dovere di fare una precisazione: non tutte le persone di cui pensiamo “è narcisista!” lo sono a livello patologico, da DSM. In diversi casi è probabile che si tratti di persone con tratti narcisisti piuttosto che con un vero e proprio disturbo di personalità: la diagnosi spetta solo allo psicologo o dallo psichiatra. A proposito, considera che secondo gli studi solo 1 narcisista su 10 si reca dallo psicologo! Come scrivevo prima, difficilmente il narcisista si rende conto di avere un problema visto che ha una visione grandiosa di sé: penserà piuttosto che il suo malessere sia colpa degli altri. Quindi, se conosci una persona che secondo te è narcisista e hai una buona confidenza con lei, valuta la possibilità di informarla sul disturbo narcisistico e sull’importanza di un sostegno psicologico. Anche farle leggere questo articolo può essere una base di partenza.

Conclusa questa parentesi, una domanda che probabilmente ti stai ponendo è: cosa porta una persona a crescere come narcisista?

Non c’è una risposta condivisa in quanto ci sono teorie differenti a riguardo. Secondo diversi autori, il senso di grandiosità di sé viene inculcato nel narcisista dalle figure genitoriali, che lo ritengono il classico ‘bambino speciale’ e che proiettano su di lui i propri desideri di successo irrealizzati. Secondo altri autori, il bambino-futuro narcisista vive in un ambiente familiare che trascura le sue emozioni e i suoi desideri, che non si prende veramente cura di lui: cresce così senza la capacità di sviluppare empatia e con la convinzione di poter contare solo su se stesso. A mio parere riguardo alcuni narcisisti può essere vera la prima teoria, riguardo altri narcisisti la seconda. Gli esseri umani sono differenti tra loro e possono arrivare ad uno stesso punto (il disturbo narcisista o i tratti narcisisti) attraverso strade diverse.

Le-grandi-mancanze-delle-persone-narcisiste

Passiamo ora alla parte più concreta e probabilmente più interessante per te.

Quali sentimenti suscita il narcisista quando si relaziona con te? Ti senti spesso attaccato/a, in quanto reagisce con rabbia ogni volta in cui ritiene di non essere stato sufficientemente considerato – e le sue aspettative sono alte come il cielo…Ti senti manipolato/a e in colpa, in quanto cerca di far leva su delle emozioni-ricatto per ottenere da te ciò che vuole. Ti senti non capito/a, e più radicalmente non visto/a: non tiene conto delle tue emozioni e dei tuoi bisogni. Ti senti invaso/a: parla di sé, di sé e ancora di sé, vuole la tua attenzione, vuole il tuo costante interesse, vuole entrarti ‘sotto la pelle’ come dicono gli americani o ‘dentro la mente’ diciamo noi psicologi.

Nasce una nuova domanda: se il narcisista ha questo esercito di qualità negative perché tuttavia ha fascino? Perchè ha un ascendente su di me?

Innanzitutto il narcisista, da esperto della persuasione, non ti mostra subito il suo pacchetto di qualità negative. Ti si mostra piuttosto con una bellissima copertina. E quando cominci a capire di che tipo di persona si tratti, ti scontri con quella parte di te che ha interiorizzato un ricordo speciale e a forte impatto emotivo di lui. Ti trovi in conflitto dentro di te.

Non sottovalutare poi il fatto che il narcisista sa suscitare forti emozioni in te. Ha un modo di raccontare accattivante, è molto espressivo, oggettivamente ha carisma e fascino – non a caso molti narcisisti popolano il mondo dello spettacolo. Specialmente se la tua personalità tende all’insicurezza, stare accanto a lui può trasmetterti un senso di rassicurazione. Ci pensa lui a gestire le cose, ad affrontare le situazioni.

Tuttavia, se ti stai frequentando con un narcisista o sei in una relazione con lui, a questo punto avrai capito che lui sta in relazione con la sua immagine più che con te. O si rivolge a uno psicologo, e questo sarebbe un segno di considerazione importante nei tuoi confronti, o è molto difficile che ci siano le fondamenta per proseguire la conoscenza reciproca o la relazione.